Storia

La storia di Cagliari

Il luogo in cui si trova Cagliari attualmente era abitato fin dalla preistoria per la sua posizione strategica al mare e con due paludi grandi nell’entroterra. Nell’VIII secolo a.C. per la prima volta si parla di Cagliari come una città, quando i Fenici dall’est del Mediterraneo (il Libano d’oggi) fondavano uno stabilimento di commercio. I fenici, provetti naviganti, fondavano stabilimenti di commercio sulla Sardegna intera per poter controllare il Mediterraneo. Lo stabilimento Cagliari si provvedeva di mura di cinta e attirava molta gente creando una vera città.

Nell’impero romano ‘Carales’ si sviluppava particolarmente sul piano sociale e economico. Questo sviluppo si può vedere ad esempio nei molti edifici, costruiti in quel periodo, di cui l’anfiteatro è il più famoso probabilmente. La città cresceva fino a diventare la città più importante dell’isola e diventava sia capitale economica che capitale della provincia romana ‘Sardegna e Corsica’. Il periodo della fioritura è terminato nel V secolo d.C. quando con la caduta dell’impero romano anche ‘Carales’ decadeva. Vandali d’Africa depredavano la città colpo su colpo in viaggio da Roma ed altre città italiane. Con la conquista vandala di ‘Carales’ nel 456 d.C., sette secoli di dominazione romana sono definitivamente finiti.

La storia della città Cagliari è nel prossimo periodo proporzionale alla storia della Sardegna. Arrivano infatti, tempi difficili. I bizantini, vinsero i vandali in quel periodo e occuparono l’isola. Si erano stabiliti solamente alla costa e gli abitanti di Cagliari, ritirati nell’entroterra, non avevano molti contatti con loro. Dovevano loro stessi respingere gli attacci goti e longobardi.

Nel frattempo il papa approfittava dell’assenza dell’autorità bizantina a Cagliari per allargare la sua influenza sulla città. Sul finire del VI secolo, la vita politica e sociale è principalmente determinata dal papa, che era anche il proprietario terriero principale in Sardegna in quel momento.

In quel periodo, La Sardegna era per la prima volta nella storia autonoma ed aveva una propria gestione. La Sardegna era divisa in quattro ‘giudicati’, di cui Cagliari era il capoluogo dell’omonimo giudicato. Insieme prendevano l’intera isola e facevano accordi per la gestione della Sardegna. Tuttavia i saraceni riuscivano a occupare l’isola nel 1015; però, con il sostegno del Papa, la repubblica di Pisa riusciva a cacciare. Iniziò così l’occupazione pisana della città.

Dopo parecchi secoli di dominazione pisana seguiva nel XIV secolo la dominazione aragonese. Cagliari si chiamava intanto ‘Callèr’ e diveniva un centro amministrativo per il Regno aragonese e dopo per il Regno spagnolo. Fin dal 1720, il Regno di Sardegna e con ciò la sua città più importante, Cagliari, entrava in possesso dei piemontesi. Quando i francesi poi quel secolo, nuovamente per la sua posizione strategica, provavano ad occupare Cagliari, gli abitanti cacciavano il nemico stesso. Supponendo che i piemontesi avrebbero apprezzato quest’azione, chiedevano come contraccambio più partecipazione nel parlamento piemontese. Quando i piemontesi non volevano dare questa partecipazione, gli abitanti di Cagliari si ribellarono. Quel giorno è ricordato ogni anno in aprile con ‘die de sa Sardegna’. Dopo i piemontesi prendevano il potere a Cagliari di nuovo.

Con l’unificazione alla fine del XIX secolo i residenti di Cagliari speravano che molte cose cambiassero in campo economico e che la regione diventasse più tranquilla e stabile. In campo economico, Cagliari è però ancora una città di secondo piano. Sotto il punto di vista politico Cagliari, dopo tanti secoli, è finalmente un luogo tranquillo.


[1] www.gotosardinia.com

[2] www.wikipedia.org

[3] www.provinciadelsole.it

[4] www.informagiovani-italia.com

 

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