La cultura di Cagliari
La cultura di Cagliari e della Sardegna è caratterizzata da molti aspetti, per esempio dalla cucina, dalla lingua, dalla musica e dagli eventi religiosi e culturali.
Lingua
Il dialetto locale di Cagliari è il Sardo (sardu), e in particolare il campidanese nella sua variante cagliaritana. Ma le nuove generazioni preferiscono uno slang costruito da parole sarde italianizzate combinate ad altre parole italiane. La variante cagliaritana del sardo è la rapprensentanza del modello linguistico per tutta l`aerea del sud dell`isola, un’ altra variante è stata usata in tutto la dominazione campidanese, ed anche come il modello letterario per gli scrittori e i poeti. [1]
Eventi
A Cagliari ci sono anche degli eventi religiosi e culturali. Il primo maggio si celebra la festa di Sant’Efisio. È un evento di grande interesse in Sardegna [2], che richiama migliaia e migliaia di persone. Quel giorno è rinnovato il voto a questo Santo, dalla prima volta nel 1656 quando i cagliaritani gli
chiedevano di liberarli dalla micidiale pestilenza che stava decimando la città. [3]
Il giorno è celebrato da molti gruppi vestiti con costumi sardi, provenienti dai diversi paesi dell’isola, che intervengono alla parata che precede la carrozza con la figura del santo. [4]
Nella città, la processione dietro la parata raggiunge prima la vicina località di Giorgino per poi proseguire per Pula, il luogo in cui il Santo subì il martirio.Dopo tre giorni di permanenza a Pula, il Santo è riportato a Cagliari, però prima si fa sosta nella chiesetta di Giorgino, per cambiare abito al Santo ed il cocchio. [5]
Un’altra festa è il 30 ottobre, quando si commemora il Patrono della città, San Saturnino.
La cucina
La cucina sarda è composta da ingredienti molto semplici, e trova le sue origini nella tradizione pastorale e contadina e dalla tradizione marinara a lato delle coste. La cucina varia da regione a regione. I nomi sono diversi ma anche gli ingredienti.
Gli antipasti famosi sono i prosciutti di cinghiale, le salsicce di Irgoli ed i prosciutti di Aritzo accompagnati da olive e funghi. In più ci sono gli antipasti di mare, che precedono i piatti a base di pesce. I primi piatti tipichi sono i malloreddus ,
i culurjonis, i cui ingredienti variano da zona a zona, la suppa cuata o suppa gadduresa. Un altro piatto molto famoso è la Zuppa gallurese. La zuppa è fatto con strati di pane raffermo ammolati con brodo di carni frammisti e formaggio di pecora. Per un buon gusto, si aggiunge, per esempio, menta e finocchio selvatico.
Gli arrosti dei secondi piatti sono tipici della cucina isolana. [6]
La lavorazione del pane e la praparazione dei dolci sono molto importanti in certe zone. Gli ingredienti sono modesti e variano dalla farina di grano duro alle mandorle e al miele. Per alcune feste, in Sardegna si preparano dei pani e dei dolci tipici: per Carnevale si fanno i sas Frisolas e sas Cattas, che sono delle frittelle dolci; per la Pasqua invece si fanno sas pizzinnas de ovu, che sono le figure simile alla forma di un uomo. Consistono di pasta dolce e sono decorate con uova, simbolizzano la fecondità. Anche sas Casadinas sono dolci che si cucinano nel periode pasquale, fatti di formaggio, finocchio selvatico e buccia d`arancio. Per la festa di Ognissanti è molto importanto pan’e sapa, è preparato con la sapa, mandorle e noci.
Naturalmente, tra le feste con specialità gstronomiche ci sono anche i matrimoni.
Dunque a Cagliari (e in Sardegna) i dolci e i pani tipici sono caratteristici per l`isola, per tutte le feste c’è una specialità gastronomica speciale. [7]
In Sardegna si trovano molte antiche tradizioni pastorali e per questo si ha la più vasta produzione di formaggi pecorini d`Europa. I formaggi sono esportati dovunque, ma specialmente in Nord America. Ci sono molti formaggi diversi, per esempio, i canestrati (pecorini stagionati in cesti di vimini), su Gioddu (è fatto con latte vaccino) o su Brotzu (una ricotta di antichissima ricetta). [8]
La musica
La tradizione della musica sarda e molto antica e ricca. Un strumento molto famoso sono Le Launeddas, che è composto da tre canne palustri. Per poterlo suonare si
usa una tecnica di respirazione molto speciale. La tecnica è chiamata respirazione circolare (espirazione e inspirazione); grazie a questa tecnica è possibile per il suonatore immettere fiato senza interruzione per alcuni minuti. Le launeddas sono un strumento molto antico, usato dal VII secolo a.C. [9]
[5] Sardinië – W.W.C. de Vries